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DIRITTO ALL’OBLIO: CANCELLARE I CONTENUTI INTERNET

DIRITTO ALL’OBLIO: CANCELLARE I CONTENUTI INTERNET

(AICIS) Interverrà Andrea Pierleoni, criminologo iscritto al registro nazionale AICIS, giovedì 3 dicembre 2020 dalle 17:00 nella video-conferenza (raggiungibile al link https://bit.ly/35DEQRi) dal titolo “Diritto all’oblio: come fare?” – organizzato da ADUSBEF (Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari e Finanziari) e AssoTag (Associazione Italiana dei Periti e dei Consulenti Tecnici nominato dall’A.G.) nell’ambito del progetto “Er@Digitale”. Nella relazione sarà declinato in chiave criminologica il tema della pubblicazione di video intimi diffusi in rete; interverranno inoltre docenti universitari, avvocati ed esperti di cybersecurity per discutere della concreta applicazione del diritto all’oblio e delle modalità per richiedere la cancellazione e di de-indicizzazione dal mondo digitale dei contenuti indesiderati.

Il nostro vivere quotidiano si immerge sempre più nella variegata infrastruttura digitale della turbo-comunicazione e dei servizi digitalizzati. Questa nuova dimensione della vita necessita una diversa consapevolezza affinché chiunque possa adeguatamente proteggere e tutelare i propri dati personali dagli insidiosi rischi derivanti dall’utilizzo improprio delle tecnologie. Il cittadino deve poter vivere con utilità e stimoli positivi il futuro della nuova e pervasiva dimensione digitale, conoscendone l’opportunità ma anche i rischi.

L’avvento della pandemia ha posto in ulteriore evidenza il passaggio in un nuovo contesto digitale su cui viene rimodulata la dimensione spazio/tempo del lavoro, dello studio, dei servizi, degli acquisti, delle relazioni sociali, etc. Di pari passo sono cresciuti i reati “informatici”, le truffe, le violenze domestiche, il furto di dati personali, l’odio on-line, hate-speech oltre alla generazione di flussi di informazioni spesso di difficile verificabilità, anche a causa dell’impossibilità culturale o pratica di appurarne sempre il contenuto.

In tutto ciò, non vanno trascurati i casi di “revenge-porn” (o porno-vendetta, ossia la diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, art. 612-ter c.p.), nuova fattispecie di reato introdotta dalla recente legge n. 69/2019 cd. “Codice Rosso” e la diffusione impropria di informazioni e immagini personali ed intime.

Due facce della stessa medaglia: da una parte la realtà virtuale potenzialmente utile e importantissima per lo sviluppo economico e sociale, dall’altra i rischi di connessi ad una “questione” psicologicamente e culturalmente non ancora ben integrata nel contesto sociale fisico.