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E’ APPROPRIAZIONE INDEBITA NON RESTITUIRE PER TEMPO L’AUTO A NOLEGGIO

E’ APPROPRIAZIONE INDEBITA NON RESTITUIRE PER TEMPO L’AUTO A NOLEGGIO

(AICIS) Auto a noleggio? Meglio affrettarsi a restituirla alla scadenza del periodo pattuito. Più che un consiglio, un ammonimento dei giudici e nel caso di specie la Corte d’appello di Palermo con la sentenza n. 385/2020.

Secondo la Corte, in caso di noleggio di breve durata, chi non restituisce tempestivamente l’autovettura allo scadere del termine, commette il reato di «appropriazione indebita». E non importa se vi sia stata o meno una richiesta di restituzione del noleggiatore: l’inosservanza dell’obbligo di restituzione, in assenza di giustificazioni o di accordi sul proseguimento del noleggio, configura una “interversio possessionis” ai sensi dell’articolo 646 cod. pen.

La vicenda: Un uomo, all’aeroporto di Palermo, aveva stipulato con un «rent-a-car» un contratto per l’utilizzo per una settimana di una autovettura utilitaria. Al termine del periodo previsto, l’uomo informava la ditta di voler proseguire nell’utilizzo della macchina per altre settimane, bonificando il costo. Passato un mese l’uomo aveva smesso di pagare e, nonostante le continue promesse telefoniche, né adempiva, né restituiva l’auto. Dopo aver pazientato per tre mesi, il titolare della società di noleggio si vedeva costretto a ricercare personalmente il noleggiatore, per recuperare la vettura e per ottenere il pagamento di quanto gli spettava. Sporta querela al processo il Tribunale di Palermo condannava il noleggiatore moroso per il reato di appropriazione indebita, ai sensi dell’articolo 646 cod. pen., qualificazione del fatto contestata in appello.

Secondo la difesa a configurare il reato contestato non basta la mera ritenzione dell’autovettura, poiché l’appropriazione indebita presupporrebbe un esplicito rifiuto a restituire la stessa.

Secondo la Corte d’Appello, invece, il significativo lasso di tempo intercorso tra il noleggio dell’auto e la sua restituzione, il recupero dell’autovettura direttamente da parte della persona offesa a proprie spese, e il comportamento dell’imputato per le modalità del rapporto con la cosa, sono elementi che indicano una oggettiva inversione del possesso. L’intenzione di restituire il bene altrui non fa venir meno il dolo nel delitto di appropriazione indebita. Nel caso in questione l’uomo, trattenendo presso di sé l’auto di proprietà della persona offesa «si è garantito la possibilità di circolare liberamente sul territorio nazionale senza alcun titolo e spesa, a nulla rilevando che intrattenesse rapporti telefonici quasi quotidiani con il noleggiatore».