TuttoIndagini.com

Notizie selezionate dagli Investigatori Professionisti di Agenzia Investigativa delle Alpi

Il datore di lavoro può controllare il computer del dipendente?

Il datore di lavoro può controllare il computer del dipendente?

In azienda si incontrano e intersecano diverse esigenze. Ogni soggetto ha bisogni particolari e spesso non è semplice armonizzare tutti gli interessi e le sensibilità in campo. Un ambito particolarmente delicato è quello della privacy dei lavoratori. In questo caso potrebbero confliggere due diritti cruciali, come quello del dipendente alla riservatezza e, dall’altra parte, quello del datore di lavoro di tutelare il patrimonio ed il buon funzionamento aziendale. Per questo in molti si chiedono quali strumenti abbia a disposizione il titolare di un’impresa: il datore di lavoro può controllare il computer del dipendente? E, se sì, in quali occasioni e con quali modalità?

Quando il datore di lavoro può controllare il computer del dipendente

Il diritto alla riservatezza è un diritto riconosciuto già dalla Costituzione. Ad eccezione delle indagini dell’autorità giudiziaria, la corrispondenza (secondo quanto affermato all’art. 2) deve rimanere libera e riservata. La violazione di tale principio è normata e punita agli articoli 615 bis e 617 bis, i quali prevedono da sei mesi a quattro anni di reclusione per chi interferisca indebitamente con la vita privata di un soggetto. Nonostante ciò, lo stesso Statuto dei Lavoratori riconosce la possibilità di utilizzare strumenti audiovisivi di sorveglianza per esigenze produttive, organizzative, nonché di sicurezza e per la tutela del patrimonio aziendale. È quanto previsto dall’art. 4.

In quali casi il datore di lavoro può controllare il computer del dipendente?

Esistono anche altri casi in cui la legge prevede la possibilità per il datore di lavoro di controllare i dipendenti. L’imprenditore, infatti, in presenza di un legittimo sospetto circa un eventuale comportamento illecito da parte del lavoratore, può controllare la mail aziendale (e non quella personale) dei dipendenti, anche nel caso di stagisti e apprendisti. Una tale contromisura non deve però presentare carattere discriminatorio e non può essere condotto in maniera prolungata.

Da quanto appena evidenziato emerge dunque come il controllo possa essere svolto in questo caso solamente per accertare condotte illecite. Il controllo del pc e della mail aziendale può quindi avvenire in presenza di un legittimo sospetto sulla fedeltà del dipendente. Temendo che il lavoratore stia venendo meno ai principi giuslavoristici di correttezza e buona fede, il datore di lavoro ha dunque diritto, secondo l’ordinamento italiano, a procedere al controllo del pc aziendale.

Agenzia Investigativa delle Alpi, per le indagini su computer aziendali, impiega software e le tecniche di Digital Forensics che permettono il recupero, l’analisi e l’elaborazione dei dati. Agenzia Investigativa delle Alpi è specializzata delle investigazioni informatiche, fornendo prove valide da far valere in Sede di Giudizio

Violazione di correttezza e buona fede: il datore di lavoro può controllare il computer del dipendente

Tra gli obblighi del lavoratore rientrano diversi principi considerati fondamentali per un sano rapporto di lavoro. Tra questi rientrano quelli appena citati di correttezza e buona fede, descritti agli articoli 1175 e 1375 del Codice Civile. Non solo, ogni lavoratore è inoltre tenuto agli obblighi di diligenza e fedeltà nei confronti del proprio datore di lavoro. Sono gli articoli 2094, 2104 e 2105 del Codice Civile che enunciano gli obblighi di diligenza e fedeltà. Correttezza, buona fede, diligenza e fedeltà rappresentano dunque elementi fondamentali, il cui tradimento può condurre al licenziamento. Il controllo del computer di un dipendente da parte del datore di lavoro viene messo in campo proprio per accertare comportamenti scorretti che minino tali principi.

Il Jobs Act e il controllo del computer aziendale

Con il Jobs Act (legge 183/2014) sono aumentate le possibilità per il datore di lavoro di monitorare l’utilizzo dei dispositivi aziendali, ammesso che il datore di lavoro informi preventivamente i lavoratori sulle modalità e sulle procedure di controllo. Resta fermo il principio che i controlli non debbano presentare caratteri d’intrusività, soprattutto per quanto concerne i lavori da remoto. Quanto detto, ovviamente, viene meno di fronte alla possibilità che si sia in presenza di reati gravi.

Nella prevenzione d’illeciti commessi dai dipendenti come in tutti gli altri campi delle indagini aziendali le agenzie investigative possono rappresentare un valido alleato per le imprese. Accertare un comportamento scorretto da parte del lavoratore e tutelare il patrimonio, il funzionamento e la reputazione aziendale costituiscono alcuni aspetti caratterizzanti dell’attività delle agenzie. I professionisti della sicurezza offrono consulenze legali mirate e sono in grado di mettere in campo le strategie più efficaci per neutralizzare le minacce e prevenire i danni apportati da dipendenti infedeli.

The post Il datore di lavoro può controllare il computer del dipendente? appeared first on indagini.net.