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La migliore alternativa alla procedura di divorzio

 La procedura di divorzio è diversa a seconda della modalità che i coniugi scelgono per mettere fine al loro matrimonio.

Può essere consensuale, svolgendosi anche al di fuori delle aule dei Tribunali, o giudiziale se si tratta di un’autentica causa civile.

I matrimoni non sempre funzionano.

In alcuni casi, dopo un idilliaco periodo iniziale, l’amore e il rispetto reciproco passano e i coniugi non riescono più ad essere fedeli agli impegni sottoscritti con il matrimonio, che dal lato civile rappresenta un contratto come molti altri, e implica specifici diritti e obblighi, anche in caso di rottura.

La coppia può decidere di non agire legalmente, restando separata di fatto, ma dal lato giuridico le due persone risultano essere sposate.

Per rompere i legami giuridici si deve iniziare un percorso che prevede due distinte fasi, che sono, prima la separazione e in seguito il divorzio.

In entrambe le situazioni la pratica può essere più o meno lunga e complessa secondo il tipo di rapporto che esiste tra i coniugi.

Se le due parti in causa sono d’accordo la procedura di divorzio diventa molto semplice e meno costosa.

Indice

Il presupposto della separazione
La procedura del divorzio breve
La migliore procedura di divorzio

1. Il presupposto della separazione

Come accennato nella premessa, il primo passo che si deve fare è quello della separazione.

Si tratta del primo gradino, per potere rompere un matrimonio e si potrebbe definire una sorta di momento di passaggio, durante il quale i coniugi possono pensare al futuro e comprendere se il sentimento che li legava sia davvero finito e il vincolo matrimoniale sia arrivato al capolinea.

In alcuni casi i coniugi possono attraversare un momento di confusione, dovuto a diversi impegni del quotidiano, che possono distogliere l’attenzione dagli aspetti più importanti di un rapporto.

Un periodo di tempo trascorso in case diverse potrebbe essere utile per comprendere in che modo si vuole procedere.

In questa prima fase possono sorgere dei contrasti, se marito e moglie non riescono a dialogare in modo pacifico.

Ad esempio se un coniuge è colpevole di tradimento e il partner gli vuole fare una causa senza esclusione di colpi in Tribunale.

In questa fase vengono prese le decisioni più importanti, che possono essere confermate o modificate durante la successiva procedura di divorzio, rivolta a rendere definitiva la rottura.

Si comprende molto facilmente che è più semplice trovare delle soluzioni se tra i coniugi c’è dialogo e la voglia di accordarsi sulle questioni più importanti, vale a dire, l’assegnazione della casa familiare, l’assegno di mantenimento o divorzile e l’affidamento dei figli.

La cosiddetta separazione consensuale prevede delle modalità veloci per accorciare i tempi e i prezzi del procedimento.

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2. La procedura del divorzio breve

Se tra marito e moglie c’è un buon rapporto, nonostante la crisi matrimoniale, le procedure sono molto più facili e veloci.

Se gli interessati si sono separati in modo consensuale, si riduce anche il tempo di attesa.

E’ possibile divorziare dopo sei mesi dalla separazione consensuale, oppure dopo dodici mesi dalla separazione giudiziale.

Si tratta di modifiche introdotte in anni recenti per facilitare la procedura di divorzio, permettendo ai coniugi di potersi rifare una vita in modo più veloce che in passato.

I bisogni e le necessità delle coppie di oggi sono molto diversi rispetto a quelli di 15 o 20 anni fa, e le norme giuridiche devono essere in grado anche di fornire delle valide risposte alle esigenze contemporanee.

3. La migliore procedura di divorzio

L’autentica modifica introdotta in anni recenti è la possibilità di divorziare anche senza la consulenza di un avvocato, andando a formalizzare la decisione presa dai coniugi.

In diritto esistono diverse norme e non sempre i cittadini hanno piena consapevolezza di quello che la legge prevede in determinate situazioni.

Davanti al sindaco non si possono tutelare determinati interessi, stabilire il mantenimento, trasferimenti immobiliari, e altro.

Si rischia di sottovalutare la situazione, cercando un modo veloce per chiudere i rapporti, senza prendere in considerazione il fatto che in futuro potrebbero sorgere delle discussioni proprio in relazione agli aspetti che non sono stati concordati quando si doveva fare..

Se si dovesse dare un consiglio, si dovrebbero invitare gli interessati a rivolgersi sempre a un professionista, per rendersi conto di quale sia la via migliore da seguire.

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Renzo Calvigioni
Già responsabile Servizi Demografici, esperto e docente Anusca, Direttore della Rivista “I Servizi Demografici”.
Liliana Palmieri
Funzionario responsabile Affari Generali, Risorse Umane e Servizi Demografici del Comune di Treia.
Tiziana Piola
Responsabile Servizi Demografici del Comune di Savona, esperta e docente Anusca.

Leggi descrizione
Renzo Calvigioni, Liliana Palmieri, Tiziana Piola, 2022, Maggioli Editore
48.00 €

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