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Trasferimenti immobiliari in fase di separazione: quando è possibile, come fare e qual è la normativa

Il trasferimento una tantum di immobili o cifre di denaro è possibile anche in sede di separazione? La Cassazione ha aperto a questa possibilità in particolari situazioni, ma per non venire danneggiati occorre conoscere bene la normativa e affidarsi a un buon legale.
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La separazione è uno dei momenti più impegnativi della vita di coppia. Oltre alle tradizionali procedure giuridiche necessarie per mettere un punto al rapporto, possono affiorare ulteriori problematiche che portano una delle parti a voler chiudere per definitivamente i rapporti con l’altra, senza dover per forza aspettare il divorzio o dover corrispondere un assegno mensile di mantenimento.
In questo contesto, il coniuge più forte può decidere di trasferire un immobile o una somma di denaro una tantum al posto dell’assegno di mantenimento mensile?
Se in sede di divorzio questo è possibile, in una separazione non è immediato, anche quando la cifra o il valore dell’immobile possono soddisfare pienamente le esigenze di tutta la vita del coniuge debole.
La buona notizia è che la Cassazione ha recentemente aperto a questa possibilità a specifiche condizioni. Con l’aiuto di un buon legale è possibile capire se una scelta di questo tipo apporta un reale vantaggio durante una crisi coniugale.

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Quando è possibile il trasferimento immobiliare in fase di separazione
Con la sentenza n. 21761/2021 le Sezioni Unite della Corte di Cassazione prevedono che, ai fini del trasferimento immobiliare da un coniuge all’altro o in favore di eventuali figli, è sufficiente un atto giudiziario che ratifica un accordo precedente tra i coniugi e non è più obbligatorio l’intervento del notaio. Quest’ultimo può comunque intervenire a discrezione dei coniugi.
Questa sentenza si è resa necessaria perché negli ultimi decenni molti Tribunali italiani hanno ritenuto inammissibili gli accordi aventi come oggetto trasferimenti immobiliari, a meno che non si fossero perfezionati davanti al notaio. Molte voci si sono sollevate contro tali decisioni.
La Cassazione ha così dichiarato valide le clausole inserite negli accordi di separazione e divorzio con oggetto il trasferimento di beni immobili a beneficio di altro coniuge o figlio.
L’accordo, in questo caso, viene approvato dal giudice e inserito nel verbale d’udienza.
Quali sono i vantaggi di un trasferimento immobiliare in fase di separazione
Grazie al trasferimento di un immobile una tantum o a una somma di denaro è possibile annullare qualsiasi pretesa patrimoniale di un coniuge nei confronti dell’altro.
Se il versamento una tantum viene effettuato in fase di separazione e rettificato in quella di divorzio si hanno diversi effetti giuridici:
–        In base all’articolo 9 bis della Legge sul Divorzio per il coniuge debole decade il diritto di percepire l’assegno per la pensione di reversibilità
–        In base all’articolo 12 bis della stessa Legge per il coniuge debole decade il diritto di percepire il 40% del TFR liquidato all’altro coniuge nel momento in cui decade un suo rapporto lavorativo
–        Non viene previsto l’assegno di mantenimento mensile
Se il trasferimento di un immobile o di una somma di denaro una tantum è possibile durante una separazione consensuale, questo non accade in una separazione giudiziale.
Tuttavia, è bene ricordare che un patto di questo tipo viene controllato dal giudice anche in sede di separazione consensuale, provvederà lui stesso a omologare l’accordo.
Ma questa opportunità potrebbe incontrare degli ostacoli, retaggio di un passato che non accettava il carattere contrattuale del matrimonio, ma solo quello istituzionale.
Per esempio, in alcuni contesti si rende necessario omettere la locuzione una tantum poiché questo è un limite e il giudice potrebbe non accettare il contratto. Sarà meglio inserirlo successivamente o limitarlo a un accordo tra i coniugi che lo potranno comunque esplicitare in fase di divorzio.
Si ricorda che l’una tantum in sede di divorzio rischia di cadere, perché il coniuge può chiedere una modifica delle condizioni di separazione che possono essere accettate dal giudice.
Le parti devono essere ben consigliate su una scelta simile. In particolare, si dovrà analizzare la condizione patrimoniale di entrambi e se effettivamente sia conveniente effettuare il trasferimento dell’immobile o di una importante cifra in un’unica soluzione.
Lo Studio Legale Giorgio Canal dal 1994 si occupa di Diritto di Famiglia, concentrandosi in particolare separazioni e di divorzi. Vengono privilegiate le soluzioni consensuali anziché contenziose.

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